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Chi è Altiero Spinelli - Speciale : IIS ALTIERO SPINELLI
Ultima modifica: 12 Settembre 2019

Chi è Altiero Spinelli – Speciale

 

MATERIALI PER APPROFONDIRE

Scheda biografica e analitica dal sito ufficiale  dell’Unione europea

Speciali a cura di Rai Scuola 

Podcast – wikiradio Raiplay Radio (Altiero Spinelli raccontato da vari autori) 

Film per i ragazzi Un mondo nuovo ( streaming link 1 Streaming link 2 )

 

Chi è Altiero Spinelli?

Il politico italiano Altiero Spinelli fu uno dei Padri dell’Unione europea. Fu inoltre una delle figure chiave dietro la proposta del Parlamento europeo per un Trattato su un’Unione europea federale, il cosiddetto “Piano Spinelli”. Quest’ultimo venne adottato dal Parlamento nel 1984 con una maggioranza schiacciante e fu di grande ispirazione per il consolidamento dei Trattati dell’Unione europea negli anni ‘80 e ‘90.

Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. Dopo i primi anni passati con la famiglia in Sud America, dove il padre, laico e socialista, era vice console, nell’estate del 1912 rientra a Roma, e qui frequenta le elementari, il ginnasio e il liceo classico. Già negli ultimi anni di scuola comincia a interessarsi alla politica, in questo influenzato dal padre e dalle letture di testi socialisti. Dopo la fondazione dei Partito comunista sceglie la militanza in questo partito: infatti nel 1924 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma e, contemporaneamente, al gruppo universitario comunista e alla cellula di quartiere Trionfale della Federazione giovanile comunista, di cui diviene, dopo poche settimane, segretario. Da questo momento partecipa attivamente all’attività antifascista clandestina del partito, che lo nomina, nell’autunno del 1925, nel Comitato della federazione laziale e poi, un anno dopo, segretario interregionale. Arrestato nel 1927 a Milano, viene condannato a sedici anni e otto mesi dal tribunale speciale per cospirazione contro i poteri dello stato. Avendo beneficiato di alcune amnistie parziali, sconta dieci anni di carcere (nei penitenziari di Roma, Lucca, Viterbo e Civitavecchia), ma, al momento di essere rilasciato, viene inviato per sei anni al confino, prima a Ponza (dal 1937 al 1939) e poi a Ventotene. Nel frattempo matura il distacco dal Partito comunista, iniziato durante gli anni del carcere, che diviene definitivo negli anni dei sanguinosi processi staliniani contro i dissidenti del regime. A Ventotene, tra l’inverno del 1941 e la primavera del 1942, dopo un’approfondita elaborazione, cui partecipa un gruppetto di confinati – tra i quali Eugenio Colorni – scrive, in collaborazione con Ernesto Rossi, il Manifesto per un’Europa libera ed unita (Manifesto di Ventotene), il documento di base del federalismo europeo. Caduto il fascismo, viene liberato il 19 agosto 1943 e dieci giorni dopo fonda a Milano, insieme a una trentina di reduci dal confino, dal carcere e dall’esilio, il Movimento Federalista Europeo.

 

 




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